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Il sindaco, scegliamolo noi
Condivido in gran parte quella che è la descrizione ideale degli amministratori che vorremmo, e allo stesso tempo l’elenco di quello che ci è mancato fino ad oggi, fatta da Marco Lorenzoni nel suo articolo. Anche perché ne abbiamo parlato ogni volta che ci siamo trovati a qualche manifestazione, culturale, sportiva o sociale che fosse, e alla quale la prima cosa che saltava agli occhi era l’assenza di un rappresentante dell’amministrazione comunale; non solo del sindaco, che chiaramente non può essere presente a tutto, ma nemmeno di un assessore o di un consigliere comunale. E questa è la cosa che più è mancata in questi anni perché chi opera nel paese lo fa anche nell’interesse del paese stesso e quindi ha bisogno di sentire la solidarietà ed il supporto morale della principale istituzione pubblica che vale più di un aiuto economico, specialmente nei casi in cui questo deve venire meno per motivi di ristrettezze congiunturali.
Io non credo che si debba andare a Petroio per farci fabbricare persone come quelle descritte nell’articolo di Marco Lorenzoni perché se così fosse vorrebbe dire che siamo al completo fallimento sociale di questo paese. Mi rendo conto però che non è nemmeno facile perché prima di tutto bisognerebbe convincere i partiti ad uscire dalla logica della ricerca in ambito ristretto, per ampliare l’indagine all’intero elettorato di centro sinistra, lasciando da parte le superbie di parte e dimostrando una saggezza politica ed un senso di responsabilità che sinceramente mancano da qualche decennio. E anche se questo avvenisse bisognerebbe fare i conti con la disabitudine dei cittadini a farsi carico dei problemi pubblici per cui non è più facile trovare persone disponibili a dedicare il proprio tempo ai bisogni degli altri. Tanti anni passati a coltivare la logica arboriana del “meno siamo, meglio stiamo“, già ricordata da Paolo Scattoni, hanno sicuramente lasciato il segno.
Bisogna allora che tutti coloro che sono stufi di questa situazione abbiano il coraggio di portare in piazza il loro malcontento e si rendano disponibili a lavorare per cercare prima, e per proporre poi, delle alternative credibili che si contrappongano a quelle che finora circolano, più o meno indiscretamente, perché, alla faccia della teoria ufficiale che prima vengono i programmi e poi le candidature, c’è già chi va in giro a cercare i voti. Il tutto per far sì che sia un leale e trasparente scontro democratico a decretare la vittoria finale.
Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da Paolo Scattoni il 29 ottobre 2010 alle 00:26, ed è archiviato come POLITICA. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Sia i commenti sia i ping sono disattivati. |
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circa 14 anni fa
Quando ho parlato di media, intendevo dei “promotori neutri”. Nè intendevo mettere etichette o copyright (su che cosa poi?). I media che promuovono incontri e confronti, che chiamano cittadini a discutere: non mi pare un’eresia. E quando parlavo di un incontro al mese o più, intendevo proporre una sorta di appuntamento fisso, una tribuna aperta da qui alle elezioni, una sorta di “Ballarò” locale in cui però siano i cittadini e non solo i partiti ad avere possibilità di parlare. Tra l’altro un appuntamento promosso dai media non può essere etichettatto come “preludio a liste civiche” o cose del genere, come potrebbe succedere per un comitato. Poi se dal confronto i comitati nasceranno e nasceranno liste civiche è un altro discorso. Penso che Primapagina, qualcosa in questo senso (cioè come organizzazione di incontri pubblici) farà. Come ha sempre fatto del resto nelle campagne elettorali. E mi stupisce che Giorgio Cioncoloni tema una eventualità del genere. Già c’è il Pd che teme, da 20 anni, da quando ancora si chiamava in altro modo, il “partito di primapagina…” Figuriamoci.
Io, come cittadino, e “a livello personale”, partecipo e parteciperei volentieri a qualunque incontro o occasione di dibattito, anche quelle promosse dai partiti o da Chiusinforma… Il problema è che le occasioni mancano.
circa 14 anni fa
Vedo una forte assonanza di idee fra Anna e Giorgio e, stimando entrambi, me ne compiaccio, una domanda però mi sovviene: cominciamo subito a mattere paletti ? Questo si, l’altro no ? I media non fanno forse parte della “società civile” ? Non cominciamo a fare lo spoglio di chi é benvenuto alla discussione e chi non lo é. Tutti sono i benvenuti, starà poi al giudizio di ciascuno stabilire se quello che ha da dire é condivisibile o meno.
circa 14 anni fa
Di nuovo e ancora perfettamente d’accordo con Cioncoloni.
circa 14 anni fa
Sono d’accordo di cominciare a coinvolgere la gente per arrivare a ragionare in piazza, però solo se i partiti non ce ne daranno la possibilità entro un ragionevole lasso di tempo.
Non sono d’accordo sul ruolo dei “media”. Se Marco Lorenzoni vuole partecipare lo deve fare privatamente e non come direttore di “Prima Pagina”. Non cominciamo a mettere etichette o copyright. Per iniziare è sufficiente creare un comitato di privati cittadini.
circa 14 anni fa
Se vogliamo cominciare a ragionare, bisogna farlo, ma in piazza, cercando di coinvolgere la gente, quella che vota e anche quella che a votare non ci va, non solo il “popolo dei blog”. Potrebbbero essere i “media” a convocare incontri per ridare la parola ai cittadini. Incontri tematici o “generalisti”, e poi, ogni tanto tirare le somme.
Con un incontro al mese (ma potrebbero essere anche più) da qui a marzo si può discutere di un sacco di cose e alla fine si avrebbe anche la percezione di quella che è realmente l’opinione della gente, il “sentire comune” della città… Pensiamoci. Senza farsi troppe illusioni, naturalmente. Ma senza dare per scontato che “tanto non verrà nessuno”, che “la gente se ne frega”…
I partiti organizzati, se verranno saranno benvenuti, se non verranno perderano un’occasione; se boicotteranno si faranno dei nemici… Certi giochi – e ne sta accorgendo anche il Pd – non funzionano più…
circa 14 anni fa
Merita considerazione quello che una persona come Giorgio Cioncoloni, apprezzata e conosciuta per il suo attaccamento al paese, propone. E’ ora che anche i cittadini prendano l’iniziativa per dire la loro, fare proposte e, se continuasse l’attuale stagnazione, proporre anche soluzioni diverse da quelle prospettate dal partito di maggioranza. La democrazia e la cosa pubblica sono affari che riguardano tutti noi. Per fortuna non sono ancora stati dati in in appalto a sparuti (e spariti) gruppetti di persone che si chiamano boriosamente “segreterie di partito”.